Sono soltanto duecento firme, ma rappresentano il cuore dell'economia tedesca. "Le Pmi contro Merkel", titola Handelsblatt. Il quotidiano economico pubblica una lettera aperta scritta dai proprietari delle principali piccole e medie imprese tedesche, secondo i quali la cancelliera ha scelto "con la sua politica di salvataggio dell'euro la cancelliera ha scelto una strada nefasta per il paese". Gli imprenditori chiedono ai deputati di mettere fine a "questa politica d'indebitamento irresponsabile", si oppongono ai trasferimenti di fondi verso l'Europa, e chiedono una modifica dei trattati comunitari, minacciando l'uscita dall'eurozona. Secondo il quotidiano economico, Angela Merkel ha deciso di rinnegare quelli che lei stessa ama definire "i pilastri della nostra prosperità". E in questo modo sta perdendo l'appoggio dei suoi più fedeli sostenitori.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.