Un abitante di Sderot con doppia cittadinanza francese e israeliana ha avviato una battaglia legale per chiedere all'Unione europea di pagare i lavori di fortificazione della sua casa e di risarcigli i danni subiti durante gli attacchi lanciati da Hamas dalla vicina striscia di Gaza. Eyal Katorza afferma di aver perso il lavoro e che il negozio della madre è stato costretto a chiudere a causa dei missili qassam che colpiscono la zona 3-4 volte al giorno, e chiede anche il risarcimento dei "danni psicologici", spiega EUobserver. Secondo i legali di Katorza, i trattati che la reggono obbligano l'Unione europea a proteggere i suoi cittadini ovunque si trovino.
La bozza di esposto, lunga otto pagine, invita i circa 300mila cittadini dell'Unione residenti in Israele ad aderire all'iniziativa. Il documento accusa anche l'Ue di permettere che gli aiuti ai Territori palestinesi finiscano "nelle mani di persone e di organizzazioni che in realtà finanzano e compiono atti terroristici". Gli oltre 400 milioni di aiuti dell'Unione ai Territori palestinesi sono spesso oggetto di critica da parte di diversi gruppi per i diritti civili israeliani. L'Ue sostiene tuttavia che la stragrande maggioranza di questa somma viene distribuita tramite un sistema di finanziamento che ne garantisce l'impiego per scopi esclusivamente umanitari.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.