"Il 15-M cresce", titola El Periódico all'indomani delle manifestazioni organizzate dal movimento in una cinquantina di città spagnole. A Barcellona più di centomila persone hanno partecipato a una "marcia pacifica", riporta il quotidiano catalano, "rinforzando e moltiplicando il carattere di massa, plurale e non violento" del movimento. Secondo El Periódico si tratta di una "prova superata", e la "normalità" delle manifestazioni ha messo in chiaro che i fatti violenti del 15 giugno davanti al parlamento regionale catalano sono stati "un'anomalia estranea allo spirito del movimento". Il quotidiano catalano precisa che allo stato attuale delle cose "sarebbe inopportuno reagire ignorando coloro che si mobilitano" contro "i provvedimenti di rigore applicati in Spagna e nel resto d'Europa". Un Europa dove "germina il seme dell'indignazione spagnola". El Periódico sottolinea inoltre che "la mobilitazione è più forte nelle società più in crisi": Regno Unito, Portogallo, Grecia e Italia.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.