"Indignante": la parola campeggia in prima pagina su La Vanguardia all'indomani della manifestazione degli "indignados" che ha bloccato l'accesso al parlamento regionale catalano di Barcellona, dove si stava svolgendo il dibattito sulle misure di adeguamento di bilancio. Diverse centinaia di dimostranti hanno impedito ai deputati di entrare nell'edificio, obbligandoli a utilizzare gli elicotteri e i furgoni della polizia. Alcuni deputati sono stati insultati e aggrediti fisicamente. Durante la giornata ci sono stati violenti scontri tra i manifestanti e la polizia. Secondo il quotidiano si tratta di un "attacco alla democrazia in Catalogna", "il più grave nei confronti di un parlamento dal 23-F", il fallito putsch del 23 febbraio 1981. La Vanguardia sottolinea che all'interno del movimento 15-M "esiste un malessere largamente condiviso provocato da certe disfunzioni della democrazia, e anche un desiderio di rigenerazione". Tuttavia "il magma degli indignati ha mandato messaggi sempre più antipolitici e populisti, negando del tutto la rappresentatività delle nostre istituzioni". Si tratta di una deriva che "ricorda la peggiore eredità totalitaria del ventesimo secolo", conclude il quotidiano.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.