"120.000 soldati a disposizione entro 60 giorni, una flotta di elicotteri militari e aerei cargo per portarli sui luoghi di conflitto, un servizio di intelligence per valutare i rischi politici e militari delle missioni, e un budget di difesa comunitario per pagare tutto ciò: questo sarà, secondo l'Istituto per gli studi sulla sicurezza dell'Unione europea (IES) il cuore della politica di difesa europea nel 2020", scrive Die Presse.
Nello studio "Quali ambizioni per la difesa europea del 2020?", il think tank europeo insiste sul fatto che una diplomazia abile e un generoso sostegno finanziario per la ricostruzione e gli aiuti allo sviluppo non saranno sufficienti all'Europa per proteggere i suoi cittadini e di perseguire i propri interessi economici. All'Unione mancano i mezzi, scrive il quotidiano viennese. Il gruppo di intervento rapido da 60mila soldati, la cui creazione era stata decisa nel 1999 a Helsinki, non è mai stato formato. E i due gruppi tattici di battaglia da 1500 uomini non sono mai stati impiegati, sebbene in occasione di ogni missione europea ci si sia trovati concordi sulla "necessità di disporre di una forza in grado di intervenire contemporaneamente nel deserto africano e nei Balcani".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.