"Colpisci e terrorizza": all'indomani dell'annuncio delle nuove misure del governo di George Papandreou per ridurre il debito pubblico, To Ethnos riprende il nome della tattica usata dagli Stati Uniti nella guerra in Iraq del 2003. Secondo il quotidiano il programma del governo è infatti assolutamente brutale: "privatizzazioni immediate e massicce di telecomunicazioni, energia, acqua, porti eccetera. Nuovi tagli ai salari, ai bonus e alle pensioni. Nuovo aumento dell'Iva e nuove tasse sulla benzina e le sigarette. Licenziamenti anche nel settore pubblico". Nel suo editoriale To Ethnos sostiene che "da ieri, niente sarà più lo stesso in Grecia. E domani, che il governo riesca nella sua missione o no, niente sarà come è oggi. Arrivano grandi cambiamenti, che modificheranno la nostra società per come la conosciamo dal ritorno alla democrazia nel 1974".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.