Subito dopo essere rientrata da Bengasi, la roccaforte dei ribelli libici dove ha inaugurato la delegazione dell'Unione europea, l’alta rappresentante per gli affari esteri Ue Catherine Ashton si ritrova "sulla graticola a causa del''incompetenza' della politica dell’Unione", scrive il Daily Telegraph. Criticata per essersi circondata di "yes-men" e aver "adottato una mentalità da bunker anziché affrontare i problemi", in occasione di un pranzo di "valutazione" tra i ministri delle finanze dell'Ue Ashton sarà accusata di aver portato avanti una politica estera "incoerente". "Francia, Austria, Belgio e Paesi Bassi sosterranno che non è riuscita a guidare con autorità il Seae, il servizio diplomatico creato dal trattato di Lisbona per unificare la politica estera dell'Unione europea", spiega il quotidiano londinese, secondo cui "i diplomatici e i funzionari accusano lady Ashton di essere troppo lenta nel rispondere a eventi come la primavera araba". Alcuni paesi avanzano addirittura il sospetto che "Ashton rimanga in carica soltanto perché i tories [il partito al governo in Gran Bretagna], che hanno tentato di bloccare il trattato di Lisbona, sono ben contenti di avere un 'incompetente' come ministro degli esteri" dell'Ue.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.