"Una presidenza di crisi", titola Dziennik Gazeta Prawna temendo una possibile ricaduta dopo l'arresto del direttore del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss- Kahn, accusato di tentato stupro. Secondo il quotidiano di Varsavia la mancanza di visibilità sui mercati finanziari (la mancata decisione su un ulteriore piano di salvataggio per la Grecia e i dubbi sul possibile successore di Strauss-Kahn) potrebbe "ostacolare i piani della presidenza polacca". Secondo Hugo Brady del Centre for European Reform di Londra la bancarotta della Grecia, data per scontata da alcuni esperti del Fmi, significherà inoltre il "passaggio in secondo piano di tutte le altre problematiche dell'Ue". L'editorialista di Dgp Andrzej Talaga condivide le preoccupazioni di Brady, e sottolinea che "a luglio potremmo ritrovarci nel mezzo di un dibattito cruciale sul futuro dell'Ue, cosa che ridurrà la presidenza [polacca] e i suoi obiettivi a un episodio insignificante". Di conseguenza, per riuscire a fare passi avanti in aree come il Partenariato orientale e la sicurezza energetica, Varsavia dovrà assicurarsi l'appoggio della Germania, in quanto "l'opinione di Berlino, principale salvagente delle debolezze europee, sarà la più importante nel dibattito".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.