Cambio di programma per le elezioni amministrative spagnole del 22 maggio: "Bildu ci sarà", annuncia El Correo. Il 5 maggio la Corte costituzionale spagnola ha convalidato con 6 voti a favore e 5 contro le 254 candidature della coalizione formate dai due partiti nazionalisti e dai membri della sinistra indipendentista basca. La decisione annulla quella presa dalla Corte suprema il primo maggio, che aveva bandito le liste perché troppo vicine a Batasuna, braccio politico di Eta messo fuori legge nel 2003. La Corte ha optato per una "democrazia senza esclusioni", osserva il quotidiano basco. "Il diritto alla partecipazione politica ha prevalso sul sospetto che pesava su Bildu". El Correo sottolinea però che "l'integrazione democratica della sinistra indipendentista è diventata un problema spinoso per i tribunali", e che l'accettazione di questa decisione da parte della società spagnola permetterà di dimostrare alla sinistra indipendentista "la solidità del sistema democratico e di una società che non tollererà gli oltraggi dei fondamentalisti alla libertà".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.