"Super giovedì, la posta in gioco è alta", titola l'Independent a proposito del referendum che oggi potrebbe decretare un cambiamento della legge elettorale del Regno Unito. Proposto dai Liberaldmocratici, partner di minoranza nella coalizione di governo, il referendum offre un compromesso tra l'attuale sistema maggioritario uninominale a turno unico e quello proporzionale, che rappresenta l'obiettivo finale del partito. Tuttavia l'entusiasmo non è alto e si prevede una massiccia astensione. Il leader dei lib-dem "Nick Clegg attende con ansia il verdetto popolare a proposito dell'obiettivo accarezzato a lungo [dal suo partito] di mettere fine al maggioritario". L'Independent, apertamente schierato per la riforma della legge elettorale, suggerisce "una serie di ragioni per votare sì", accompagnandole con i commenti dei lettori e le parole dei nemici storici dei liberali – dal leader dell'estrema destra Nick Griffin al conservatore Norman Tebbit al proprietario di strip club Peter Stringfellow – che spiegano le motivazioni di chi si oppone al cambiamento.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.