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Unione europea: La Germania, spettatrice scettica

27 aprile 2011
Presseurop
Handelsblatt

"L'Europa litiga, la Germania sta a guardare", titola Handelsblatt. Il quotidiano sceglie di pubblicare in prima pagina il punto di vista dell'ex presidente del gruppo parlamentare cristianodemocratico Friedrich Merz. Merz attacca la classe politica europea, la cui "debolezza costituisce il più grande difetto dell'Unione europea", e prende atto che davanti alle attese dei popoli arabi "l'Europa non fa che litigare". Secondo Merz, esperto di finanza, soltanto un'Europa forte può essere in grado di aiutare gli stati molto indebitati a mettere in piedi un'economia competitiva. E "un'Europa forte ha bisogno di una Commissione forte. La Commissione a Bruxelles non sarà solida fino a quando non rivedrà le proprie priorità […] e farà sapere ai cittadini ciò di cui non intende occuparsi. Diversi compiti politici dovranno restare appannaggio degli stati membri, altrimenti  la frustrazione e il rifiuto aggressivo di Bruxelles continueranno ad aumentare".

Lo sgomento della stampa tedesca prosegue sulle pagine del Financial Times Deutschland, convinto che "Roma e Parigi tramino sulla nuova presidenza della Bce". L'italiano Mario Draghi dovrebbe essere il prossimo guardiano dell'euro, nonostante l'opposizione di Berlino. "Alla Merkel non resta che sperare di ottenere un premio di consolazione", nota il quotidiano di Amburgo, sottolineando che la cancelliera darà il via libera alla nomina di Draghi soltanto se riceverà precise concessioni. Secondo il Ftd, Draghi è comunque il "candidato migliore". Né i suoi trascorsi alla Goldman Sachs né la sua provenienza "meridionale" possono costituire argomenti contro un uomo "la cui politica monetaria potrebbe rivelarsi ancora più restrittiva di quella del suo predecessore. Con il suo lavoro l'Italiano dovrà dimostrare al resto dell'eurozona di non essere affatto un italiano tipico in termini monetari", ossia un lassista.