"Il governo rinuncia al nucleare", titola il Corriere della Sera. Con una mossa a sorpresa, l'esecutivo ha abbandonato i piani di rilancio dell'energia atomica, citando il bisogno di "raccogliere ulteriore evidenza scientifica". L'opposizione e i commentatori, come Sergio Rizzo sul Corriere, ritengono però che la ragione sia un'altra: evitare il referendum del 12 e 13 giugno. Recenti sondaggi indicavano infatti una probabile vittoria del fronte anti-nucleare, anche grazie all'onda emotiva dell'incidente di Fukushima, e un'imbarazzante sconfitta per il governo alla vigilia di delicate elezioni locali. Secondo La Stampa c'è anche un "secondo fine": scongiurare che l'elevata partecipazione al referendum sul nucleare portasse al successo degli altri due quesiti referendari, sulla privatizzazione dell'acqua e sull'abrogazione del "legittimo impedimento" che garantisce a Silvio Berlusconi una parziale immunità.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.