A sei mesi dall'inizio della presidenza spagnola dell'Unione europea, nel gennaio 2010, l'opinione pubblica e i partiti sono poco interessati a uno dei grandi dibattiti continentali: l'allargamento dell'Ue. Su El País Albert Branchadell, docente all'Università autonoma di Barcellona, lamenta che l'argomento sia stato "a malapena discusso" durante la campagna delle ultime elezioni europee.
Intervistato dal quotidiano madrileno, l'accademico ritiene che il governo socialista si mostri troppo timido, che l'opposizione "si allinei agli ultraconservatori europei contrari all'ingresso della Turchia" e che i nazionalisti "pecchino di europeismo ipocrita". "Sul tema dell'allargamento in Spagna non si riflette abbastanza", conclude Branchadell.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.