Il 22 luglio "la Commissione europea pubblica il suo rapporto annuale sulle riforme della giustizia in Romania e Bulgaria", scrive România Libera. Bruxellles riconosce che il "governo romeno è riuscito ad applicare le riforme" richieste dalla Ue, ma critica il parlamento, che "non ha cooperato con l'esecutivo". La Commissione stigmatizza anche "la lotta infinita tra i partiti romeni, che ha fatto passare in secondo piano il consolidamento dello stato di diritto".
Il rapporto, precisa il quotidiano di Bucarest, prevede il prolungamento della sorveglianza sui due paesi "almeno fino all'estate del 2010", ma non fa scattare le "clausole di sicurezza", in particolare il mancato riconoscimento delle decisioni della giustizia dei due paesi da parte degli altri membri Ue. Per România Libera, il rapporto dev'essere considerato come positivo, perché "i progressi registrati contribuiranno all'ingresso della Romania nell'area Schengen".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.