"I polacchi senza lavoro dovranno lasciare il paese". De Volkskrant riassume così le misure che il ministro per gli affari sociali e l'impiego Hans Kamp (Vvd, partito liberale) intende adottare nei confronti dei lavoratori dei paesi Ue. Secondo il quotidiano le regole "saranno inasprite. Chi non riesce a sopperire alle proprie necessità deve andarsene". Il ministro propone che "gli immigrati che da più di tre mesi sono senza lavoro siano costretti a partire", e che le leggi che riguardano i criminali stranieri siano più rigide. Il sindaco dell'Aia, che aveva evocato "uno tsunami di lavoratori dell'est", si è detto soddisfatto dalla proposta, e con lui il primo cittadino di Rotterdam. L'ambasciatore polacco, invece, "ha espresso la propria inquietudine riguardo al progetto". Volkskrant annuncia inoltre che per ciascun immigrato europeo – ma anche turco o marocchino – "la padronanza della lingua olandese diventerà una condizione necessaria per ottenere un sussidio da parte dello stato". Tuttavia il quotidiano precisa che le nuove misure necessiteranno di una modifica preliminare di alcune direttive europee.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.