Ta Nea, 14 aprile 2011
"Il ministri rifiutano i nuovi tagli al bilancio, complicando il varo del programma di stabilità per il periodo 2012-2015", scrive Ta Nea. Il 15 aprile il governo di Georges Papandreou dovrà inaugurare il piano di rigore approvato dalla Commissione europea. Mentre "alcuni pensano già alle dimissioni", altri, come il ministro del lavoro, non sanno quali altri tagli apportare al bilancio per rientrare nei limiti. "Le tensioni interne al governo crescono mentre lo scenario di una ristrutturazione del debito greco appare sempre più probabile. Il ministro delle finanze continua a negare una simile eventualità, ma il suo omologo tedesco l'ha già prevista per il 2013".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.