La Germania comincia a nutrire dubbi sulla sua partecipazione ai piani di salvataggio per i paesi dell'eurozona. "La portata dell'autorizzazione è difficilmente prevedibile", titola Handelsblatt citando un rapporto stilato da alcuni esperti del Bundestag. Il quotidiano economico rivela che uno studio del parlamento tedesco mette in guardia contro i costi del Meccanismo europeo di stabilità, che dovrebbe entrare in funzione a partire dal 2013.
Il fondo da 500 miliardi di euro sarà finanziato dagli stati membri, che forniranno anche garanzie finanziarie in caso di mancati pagamenti da parte di alcuni paesi. Il meccanismo di garanzia, notano gli esperti, "innesca un processo alla fine del quale la somma da pagare potrebbe essere più alta, senza che il parlamento possa esercitare alcuna influenza". Alla fine dei conti, prosegue Handelsblatt, la Germania potrebbe trovarsi a violare la proprie costituzione mettendo a repentaglio la stabilità monetaria. Per scongiurare il rischio la corte dei conti federale suggerisce al parlamento di fissare in anticipo un tetto massimo per il contributo della Germania al Mes.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.