"I tre presidenti", titola La Razón in seguito alla riunione del comitato federale del Partito socialista (Psoe) del 2 aprile a Madrid. Durante l'incontro il premier José Luís Rodríguez Zapatero ha annunciato che abbandonerà la guida del Psoe e il potere dopo le elezioni generali del 2012. Per la successione si fanno [già] due nomi: quello del ministro dell'interno Alfredo Pérez Rubalcaba e quello del ministro della difesa Carme Chacón. "A un solo giorno dalla rinuncia del loro capo, i candidati si contendono già la sedia vuota", in preda a una vera e proprie "febbre elettorale", commenta il quotidiano conservatore, secondo cui "l'addio di Zapatero non e' riuscito a frenare il crollo [dei socialisti] nelle intenzioni di voto, che sta ormai assumendo proporzioni drammatiche". Il Psoe al momento otterrebbe infatti 124 seggi (su 350), contro i 187 del Partito popolare (destra).
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.