La legge marziale imposta il 13 dicembre 1981 dal governo comunista del generale Wojciech Jaruzelski violò la costituzione polacca e il diritto internazionale, titola Rzeczpospolita citando il verdetto emesso il 16 marzo dalla corte costituzionale. I giudici hanno stabilito che la legge marziale avrebbe potuto essere introdotta solo in caso di guerra, e all'epoca la Polonia non era in conflitto con nessun paese. "È una grande vittoria postuma per mio marito, ma soprattutto un atto di giustizia nei confronti di tutte le vittime della legge marziale" ha dichiarato la moglie di Janusz Kochanowski, l'attivista che nel 2008 ha portato il caso di fronte alla corte costituzionale. Dziennik Gazeta Prawna sottolinea che "circa 130mila persone condannate in quel periodo potrebbero ora chiedere un nuovo processo, l'assoluzione e un risarcimento". La legge marziale fu utilizzata per reprimere il sindacato Solidarność fino agli accordi della tavola rotonda del 1989.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.