A differenza del vero Pinocchio, il Partito democratico dovrebbe smettere di ascoltare il suo Grillo, scrive Il Sole-24 Ore. Grillo, bandito dalla tv italiana per aver ironizzato sulla corruzione del Partito socialista e resuscitato grazie a un popolare blog da cui è nato un movimento di contestazione, ha cercato di ottenere la tessera del Pd per candidarsi a segretario del partito. È stato però rifiutato due volte, prima per ragioni burocratiche, poi perché giudicato "ostile". Il verdetto ha scatenato una salva di critiche da ogni parte, e la questione sembra destinata a creare scompiglio nella preparazione del congresso.
"Una democrazia non funziona senza governi autorevoli [...] e un'opposizione matura", commenta Il Sole. "Il Pd, nato sognando i liberal illuminati e moderni tanto marziani per la nostra tarda cultura politica, è invece ipnotizzato dall'egemonia del premier e si sente costretto quindi a non allontanarsi mai troppo dagli estremisti. Deve smettere di ascoltare le prediche del Grillo Urlante. Se non ci riesce, resterà partito di legno e nessuna Fata Turchina lo riporterà al governo".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.