"L'Europa degli esclusi", titola Dziennik Gazeta Prawna a proposito della decisione franco-tedesca di ammettere solo i paesi dell'eurozona al summit dell'11 marzo a Bruxelles, dove si discuteranno le riforme dell'eurozona ma anche il patto di competitività. In precedenza Parigi e Berlino avevano ipotizzato che paesi come la Polonia potessero essere invitati almeno come osservatori. Secondo il quotidiano di Varsavia l'improvviso cambio di rotta significherà "la marginalizzazione" e "l'esclusione" dalla gestione della crisi per chi resta fuori dalla moneta unica. Per la Polonia si tratta di un colpo particolarmente duro. Varsavia aveva infatti cercato in ogni modo di essere presente, alludendo perfino a un contributo al Fondo europeo di stabilità finanziaria. "Conrad Adenauer, Jean Monnet e Robert Schuman hanno convinto il mondo che un'Europa senza frontiere poteva essere sicura. Oggi apprendiamo che l'unica l'Europa sicura è quella delle porte chiuse", recita l'editoriale di Dziennik Gazeta Prawna.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.