Due informatori, un pre-formatore, due mediatori, un interprete, un conciliatore. Dopo 261 giorni dalle elezioni legislative e il fallimento di tutti i tentativi di formare un nuovo governo, il re Alberto II ha nominato un nuovo negoziatore. Questa volta si tratta di Wouter Beke, che ha ottenuto un mandato “a durata indeterminata”: il trentasettenne presidente dei cristiano-democratici fiamminghi dovrà trovare un accordo istituzionale tra i nove partiti principali, spiega La Libre Belgique. Secondo il quotidiano di Bruxelles, i francofoni si aspettano “una sapiente sintesi delle posizioni fiamminghe” per facilitare la ripresa dei negoziati. Si tratta di una “sfida rischiosa”, scrive La Libre nel suo editoriale, ma il giovane Wouter ha tutto da guadagnare in questo azzardo “nella zona di competenza dei grandi”, purché dimostri “determinazione, serietà e creatività”.
Belgio
In bocca al lupo, Wouter Beke
3 marzo 2011
Presseurop
La Libre Belgique La Libre Belgique, 3 marzo 2011
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.