Le Monde, 23 febbraio 2011
È una delle vittime collaterali degli avvenimenti in Tunisia, Egitto e Libia: "La diplomazia francese colpita dalla rivolta araba", titola Le Monde. "Il rapido susseguirsi delle sollevazioni popolari in Medio oriente – una regione dove la Francia pensava di giocare un ruolo chiave – e le critiche sollevate contro la politica estera francese impongono un doloroso esame di coscienza al Quai d'Orsay", sottolinea il quotidiano, sulle cui pagine un gruppo di diplomatici denuncia "il carattere amatoriale", "le preoccupazioni mediatiche a breve termine" e la "mancanza di coerenza" della politica estera di Nicolas Sarkozy. "La Francia ha perso la sua voce nel mondo", si rammarica il collettivo, ribattezzato "gruppo Marly".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.