“Ruby, processo a Berlusconi”, titola La Repubblica. Il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto “evidenti” le prove contro il premier e ha disposto per il 6 aprile l’inizio del suo processo con rito abbreviato per concussione e prostituzione minorile. “Reati gravissimi”, secondo l’editoriale di Ezio Mauro, in particolare l’abuso di potere costituito dalle pressioni esercitate da Berlusconi sulla questura di Milano per ottenere la liberazione della lap dancer marocchina Ruby, accusata di furto, ed evitare così che parlasse delle “feste” a cui aveva partecipato nella sua villa. Secondo Mauro la soluzione alla crisi politica che potrebbe essere innescata dal processo “è una sola: il voto, col giudizio dei cittadini”. Di parere opposto Sergio Romano, che sul Corriere della Sera consiglia al premier di affrontare il processo restando al governo, per “evitare che questa legislatura finisca in un'aula di tribunale” e dimostrare “che la politica non si fa nei palazzi di giustizia, ma nei parlamenti e nei seggi elettorali.”
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.