"Lezioni obbligatorie di educazione sessuale", titola Gazeta Wyborcza citando un'indagine dell'Istituto interattivo di ricerche di mercato (Iibr): più di otto studenti su dieci hanno dichiarato che se la loro scuola istituisse lezioni "sessuali" facoltative (come fanno il 70 per cento degli istituti secondari) sarebbero felici di frequentarle, mentre l'83 per cento degli adulti crede che lezioni di questo tipo dovrebbero essere obbligatorie. Perché? "Perché non sanno come parlare ai loro figli di 'certe cose' e sperano che la scuola possa farlo al posto loro", sostiene Gazeta. Secondo un recente studio circa uno studente su otto nella fascia 12-15 anni e uno su tre nella fascia 16-17 ha già un'attività sessuale. I sessuologi schierati a favore delle lezioni obbligatorie di educazione sessuale ricordano che in Polonia un numero sempre maggiore di adolescenti contrae malattie sessualmente trasmissibili. "Insegniamo loro ad attraversare la strada", ha dichiarato uno di loro.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.