"Axel Weber rinuncia", titola il Financial Times Deutschland. Il presidente della Banca centrale tedesca ha dichiarato di non aspirare a un secondo mandato, rinunciando così a ogni pretesa di diventare presidente della Banca centrale europea (Bce). Un affronto per Angela Merkel, che aveva intenzione di piazzare un compatriota su una poltrona fondamentale e si ritrova invece a corto di candidati. Il quotidiano sottolinea che "l'euro non soffrirà certo per questa decisione", dato che rimangono numerosi candidati in grado di imporre una politica indipendente e anti-inflazionistica alla Bce. La rinuncia di Weber potrebbe inoltre favorire i piani tedeschi per una governance economica in Europa, in quanto "le resistenze nei confronti del progetto sarebbero state ancora più forti se ci fosse stato un tedesco a capo della Bce", sottolinea il Ftd.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.