"I leader europei riprendono la revisione del fondo di salvataggio", titola il Financial Times. In futuro il meccanismo da 440 miliardi di euro sarà dotato di un potere di prestito molto più ampio per combattere più efficacemente la crisi del debito nell'eurozona. Una bozza di proposta esaminata dal quotidiano include l'impiego del fondo per l'acquisto di bond sul mercato, anche se un piano più concreto non sarà pronto prima del mese prossimo. Fino a oggi la Germania – che si ritroverà a dover pagare gran parte del conto – era apparsa riluttante all'idea di comprare titoli di stato per sostenere i paesi in crisi. Il coordinamento tra i 17 paesi dell'eurozona in materia di tasse, pensioni e leggi sul debito è menzionato nella proposta, ma l'abbozzo non vincola nessuno degli stati membri al "patto di competitività" promosso da Angela Merkel, conclude il Financial Times.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.