"Cowen si congeda con un appello a una campagna elettorale rispettosa", titola l'Irish Times dopo lo scioglimento del parlamento irlandese e in vista delle elezioni generali del 25 febbraio. Dopo aver comunicato la propria intenzione di ritirarsi dalla vita pubblica, il premier Brian Cowen, primo leader europeo a cadere a causa della crisi dell'eurozona, ha chiesto un dibattito "rispettoso" sul futuro del paese. Nel suo discorso d'addio Cowen – che ha dovuto affrontare il crollo economico dell'Irlanda, l'umiliante bailout di Ue e Fmi e la conseguente perdita di sovranità – ha dichiarato: "queste elezioni non dovrebbero essere uno scontro di personalità ma un'occasione di serio dibattito e riflessione e un degno esercizio di democrazia". La stampa irlandese saluta "l'integrità personale" di Cowen. "Napoleone voleva generali fortunati. Mentre la sua carriera politica giunge al termine, [il premier] può ben dire di non aver avuto buona sorte", sottolinea l'editoriale dell'Irish Independent.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.