"I mercati si avventano sui titoli europei", titola Les Echos. Il 25 gennaio il fondo europeo di stabilità (Fesf) ha immesso 5 miliardi di euro sui mercati, di cui 3,3 miliardi saranno immediatamente assegnati all'Irlanda. "L'emissione di obbligazioni ha innescato una richiesta spettacolare: non meno di 500 ordini sono arrivati da tutto il mondo, in particolar modo dall'Asia", riporta il quotidiano economico. La prima emissione da parte del Fesf è stata "un vero e proprio plebiscito", assicura Les Echos. "Per il disappunto degli euroscettici, questo successo è anche e soprattutto una risposta dell'Unione alla crisi dell'eurozona. La solidarietà ha pagato". Quest'operazione "segna una rottura" in quanto "secondo molti investitori i titoli del Fesf, che offrono garanzie simili a quelle dei bund tedeschi ma con un rendimento superiore, sono un'anticipazione dei futuri eurobond".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.