"Risparmio sul bilancio a spese dei pensionati", titola Dziennik Gazeta Prawna dopo l'annuncio della più radicale riforma del sistema pensionistico polacco degli ultimi undici anni. Con il sistema vigente di integrazione di pensioni pubbliche e private i polacchi contribuiscono con il 7,3 per cento dei loro guadagni ai fondi privati (Ofe), mentre il 12,29 per cento va alla previdenza sociale (Zus). Nel tentativo di compensare il deficit di quest'ultima il governo polacco intende ridurre i contributi Ofe al 2,3 per cento, facendo confluire il restante 5 per cento verso Zus. Il governo sostiene che il risultato sarà un aumento delle pensioni, ma gli esperti si mostrano scettici. "Il sistema, già di per sé complicato, diventerà ancora più complesso per risanare le finanze statali e rassicurare i futuri pensionati", conclude il quotidiano di Varsavia. Secondo Dziennik Gazeta Prawna la riorganizzazione del sistema pensionistico, che diventerà effettiva ad aprile, potrebbe garantire al governo un guadagno dell'1,2 per cento del Pil.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.