"A settembre il governo nazionalizzerà le casse di risparmio non risanate", riporta El País. Il 24 gennaio la vicepresidente del governo spagnolo Elena Salgado ha deciso di dar tempo alle casse di risparmio fino al prossimo autunno per rifinanziarsi e mettere insieme fondi per almeno l'otto per cento del loro attivo. Il finanziamento necessario è stimato in 20 miliardi di euro, e l'obiettivo è una ricapitalizzazione "più rapida e più intensa di quella stabilita dal calendario internazionale (le regole dell'accordo Basilea III)" grazie al ricorso agli investitori privati. Una simile "riconversione radicale", spiega l'editoriale di El País, "dovrebbe calmare i mercati" e alleggerire la pressione sul debito spagnolo. In caso il processo dovesse fallire le casse inadempienti "saranno nazionalizzate parzialmente e in modo transitorio", conclude El País.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.