"Una prima udienza molto tesa", constata To Vima. Il 17 gennaio si è aperto ad Atene il processo ai presunti membri della Cospirazione delle cellule di fuoco. Tredici persone, di cui quattro in contumacia, sono accusate di appartenere al gruppo terrorista nato dopo gli scontri del 2008, che ha rivendicato decine di attentati senza vittime, tra cui l'invio di pacchi bomba ad alcune ambasciate straniere nella capitale del novembre 2010 e più recentemente l'esplosione davanti alla sede del tribunale di Atene. "In mezzo a un plotone di poliziotti e giornalisti, l'udienza si è svolta in un'atmosfera di tensione, con i giovani che si sono rifiutati di testimoniare", racconta il quotidiano. La corte ha così rinviato a lunedì prossimo il suo verdetto sui dettagli di procedura. Dopodiché il processo potrà iniziare.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.