Libération illustra "la rete francese di Gbagbo": le sette "famiglie" che proteggono il presidente ivoriano che continua a non riconoscere la vittoria elettorale di Alassane Ouattra: i socialisti storici, i sovranisti, gli energumeni (specialisti della sicurezza), i comunicatori, gli uomini d'affari, i lobbisti e gli avvocati. "L'idea stessa della 'Françafrique' è stata inventata in Costa d'Avorio da Félix Houphouët-Boigny circa sessant'anni fa. Oggi il paradosso di Laurent Gbagbo è di coltivare contatti molto sospetti con una sfilza di francesi che attingono al più esacerbato e pericoloso nazionalismo", attacca Libé. "Questa corte mantiene Gbagbo nell'illusione di poter restare al potere a qualunque costo per il suo paese e i suoi abitanti".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.