"L'Europa è già sotto la pressione dei creditori", titola Les Echos. La breve tregua delle feste natalizie è appena terminata e già il Portogallo – che nonostante le difficoltà di bilancio non ha ancora richiesto l'aiuto internazionale – è costretto ad alzare dell'80 per cento il tasso d'interesse rispetto all'ultima emissione di obbligazioni per finanziare il suo debito nel breve periodo. Altri stati hanno cominciato l'anno nuovo sollecitando i mercati. Di conseguenza, nota Les Echos, "l'agenda politica europea è sotto la pressione dei mercati". Per questo motivo il ministro francese dell'economia Christine Lagarde incontrerà Strasburgo il suo omologo tedesco Wolfgang Schäuble. I due ministri esamineranno, prima della riunione dell'Eurogruppo e dell'Ecofin del 17 e 18 gennaio, gli strumenti di governance macroeconomica dei paesi dell'eurozona.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.