"Il Belgio è tutt'altro che malato", assicura Herman Van Rompuy a Le Soir. Sono ormai passati più di sei mesi dalle elezioni legislative senza che i partiti siano riusciti a trovare un accordo di governo, malgrado "settimane di negoziati, tensioni, speranze e delusioni". Il quotidiano suggerisce a questo punto di adottare lo "stile Van Rompuy": contrariamente ai principali tenori sulla scena politica belga, il presidente del Consiglio europeo "parla poco, ma con saggezza". Van Rompuy è stato "uno degli assi" che hanno permesso al Belgio di portare a buon fine la presidenza dell'Ue. "La crisi politica belga ha fatto felice almeno qualcuno: l'Europa", scrive Le Soir. Costretto a limitarsi alla routine sul fronte interno, il governo uscente di Yves Leterme ha infatti potuto dedicarsi interamente all'Europa e "svolgere in soli sei mesi una mole di lavoro considerevole".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.