È fatta: il bilancio 2011 è stato finalmente approvato, annuncia Ta Nea. In un clima politico molto pesante la maggioranza ha approvato una nuova riduzione della spese pubbliche, tagli al personale delle aziende pubbliche quotate e un nuovo aumento delle imposte. La manovra punta a ridurre il deficit al 7,4 per cento del pil contro il 9,4 per cento del 2010, condizione imposta dal Fondo monetario internazionale per sbloccare una nuova tranche di aiuti. Durante la votazione per le strade di Atene si svolgevano nuove manifestazioni contro governo e Fmi. "L'esecutivo cammina su un campo minato", titola infatti il quotidiano. Secondo Ta Nea "una montagna di problemi lo attende per l'anno nuovo", come l'apertura alla concorrenza di alcuni settori economici.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.