"Le colpe della mia chiesa", titola Gazeta Wyborcza. Il riferimento è alla lettera indirizzata al nunzio Vaticano in Polonia, l'arcivescovo Celestin Migliore, da padre Ludwik Wiśniewski, leggendario prete degli studenti dell'era comunista. Wiśniewski si rammarica per le condizioni della chiesa cattolica polacca, sottolineando come alcuni membri dell'episcopato supportino iniziative apparentemente cattoliche e che invece si rivelano "pagane, in quanto dividono la società e la chiesa stessa". Inoltre metà dei preti polacchi "sono affetti da xenofobia, nazionalismo e da un antisemitismo mal celato". Padre Wiśniewski accusa i suo colleghi di non sapere "come comunicare con un mondo in costante cambiamento", e di "non distinguere i limiti tra Vangelo e politica".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.