"L'unità di misura della felicità", titola Der Freitag, che dedica la prima pagina alla fine del pil come strumento di rilevamento del benessere di un paese. Nonostante i limiti della crescita come indice di benessere siano conosciuti da più di quarant'anni, i politici tedeschi e soprattutto Angela Merkel non riescono a farsene una ragione. Davanti all'entusiasmo internazionale per la crescita tedesca la cancelliera, ex ricercatrice di fisica quantistica, potrebbe cominciare a credere ai miracoli, sottolinea il settimanale. Secondo Der Freitag "l'adorazione tedesca per il pil" è "disconnessa dai nostri tempi", anche se bisogna guardarsi dalla tentazione di affidare alle autorità la creazione di un indice di benessere, perché in tal caso la democrazia si trasformerebbe in una tecnocrazia della statistica. Meglio che l'elaborazione di un'unità di misura del benessere sia competenza degli scienziati.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.