"Mas governerà", titola La Vanguardia all'indomani delle elezioni regionali in Catalogna, conclusesi con "l'indiscutibile vittoria" del centro destra nazionalista del partito Convergencia i Unió (Ciu) e del suo candidato Artur Mas. Ciu ha ottenuto 62 dei 135 seggi al parlamento regionale, mentre la coalizione uscente – formata da socialisti, verdi e indipendentisti di sinistra – è passata da 70 a 48 deputati. Con 18 deputati il Partito popolare si piazza al terzo posto. Il quotidiano di Barcellona ricorda che Ciu mira a ottenere per la Catalogna un regime economico e fiscale speciale simile a quello dei Paesi baschi, e sottolinea come il voto dovrebbe essere in grado di "ricomporre il clima politico, economico e sociale in Catalogna come in Spagna", e di trovare "una via d'uscita dal vicolo cieco in cui la Corte costituzionale ha relegato lo statuto della regione.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.