Il prossimo paese a rischiare il fallimento non sarà né l'Irlanda né la Spagna, ma la Romania. "Il Fmi minaccia un'argentinizzazione della Romania", titola Adevărul. Il direttore del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn aveva accennato in un'intervista alla televisione svizzera Tsr che per paesi come Grecia, Irlanda, Lettonia, Ungheria e Romania, che non riescono ad applicare le politiche di rigore, "la cessazione del pagamento è imminente. Il baratro è davanti a noi". Adevărul cita anche le dichiarazioni rassicuranti della Banca centrale romena, e accusa "Dsk" di preparare il terreno per la sua candidatura alle elezioni presidenziali francesi del 2012. Ma Adevărul ammette che la Romania, come Grecia e Irlanda, ha visto recedere la propria economia nel terzo trimestre del 2010.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.