"Il lungo addio", titola l'Irish Independent. Alludendo al classico noir, il quotidiano di Dublino sostiene che il premier Brian Cowen "ha i giorni contati". Dopo aver accettato il piano di salvataggio di Ue e Fmi, il 22 novembre Cowen ha annunciato che il prossimo anno si tornerà a votare. Prima della consultazione elettorale, però, Cowen intende "pubblicare il piano di bilancio quadriennale, approvare 6 miliardi di tagli e nuove tasse e completare i negoziati con Fmi e Unione europea sul salvataggio". Dopo che i verdi hanno ritirato l'appoggio al governo, Cowen si trova a dover fronteggiare la rivolta dei parlamentari senza incarico. "Prevedo un massacro alla riunione del parlamento di domani. Ci sarà la guerra", ha rivelato un membro del partito di Cowen.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.