"Po vince, Pis forte", titola Gazeta Wyborcza all'indomani delle elezioni regionali in Polonia. Con il 90 per cento dei voti già scrutinati, la Piattaforma civica (Po), al governo, conduce con il 31,4 per cento delle preferenze, davanti al principale partito di opposizione, Legge e giustizia (Pis), che ha il 23,1 per cento. L'Alleanza democratica di sinistra (Sld) raggiunge il 15,3 per cento, mentre il Partito dei contadini polacchi (Psl) si attesta al 15,7 per cento. I candidati di Piattaforma civica hanno riportato la vittoria in molte grandi città, Varsavia inclusa, mentre il Pis ha mostrato di essere molto forte nella parte più orientale e povera del paese. Secondo l'editoriale di Gazeta Wyborcza la tornata elettorale ha dimostrato, "smentendo i sondaggi d'opinione, che Po non è così forte e Pis non è così debole". Di conseguenza la Polonia "resta drammaticamente spaccata", e sembra che dovrà rimanere tale almeno fino alle prossime elezioni parlamentari.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.