È la prima in Europa, osserva con soddisfazione il quotidiano România Libera. "Se negli anni Novanta le immagini dei bambini sieropositivi rumeni erano sulle pagine di tutta la stampa mondiale, oggi, dopo dieci anni di lotta contro la malattia, possiamo condividere l'esperienza accumulata", affermava al quotidiano Ion Balzac, il ministro della Salute rumeno, in occasione dell'inaugurazione dell'Alta scuola europea sull'Hiv/Aids a Bucarest il 25 giugno.
"La Romania è il paese con il più alto numero di contagiati di lunga durata dell'intera Europa dell'est", ricorda România Libera. Il giornale aggiunge che l'Alta scuola è collegata all'istituto di malattie infettive e che dispone di un budget di un milione e mezzo di dollari. Il suo compito sarà triplice: offrire dei programmi di corso ai medici interni; sostenere una rete di esperti proveniente da più di 15 paesi europei e coordinare un piano regionale Hiv/Aids in Moldavia, Bielorussia, Ucraina e nei paesi del Caucaso.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.