"Dove troveremo 14.300.000.000 di euro?", si chiede Ta Nea all'indomani della presentazione del bilancio 2011 da parte del governo. Secondo il quotidiano l'esecutivo greco, oltre a puntare a una "riduzione del deficit di 5 miliardi di euro rispetto al 2010 per portarlo a 17 miliardi di euro" (7,5 per cento del pil), intende risparmiare più di 14 miliardi di euro nella spesa pubblica. Queste "nuove misure di austerity dovrebbero rassicurare la troika (Commissione europea, Bce e Fmi) che si trova ancora ad Atene"per valutare l'applicazione del piano di rigore. I tagli annunciati sono infatti "superiori agli 8,2 miliardi di euro richiesti da Fmi e Ue". "A soffrire saranno le imprese pubbliche, e più di diecimila persone saranno licenziate", precisa il quotidiano, aggiungendo che "è previsto un aumento dell'Iva dall'11 al 13 per cento per alcuni prodotti, oltre a un importante programma di privatizzazioni".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.