"Herman Van Rompuy non è il presidente degli europei", annuncia Le Soir. A un anno di distanza dalla nomina del primo presidente permanente del Consiglio europeo il quotidiano belga traccia un bilancio del suo operato. In piena tempesta finanziaria ha "utilizzato tutto il suo pragmatismo per smussare le frizioni tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy", scrive Le Soir. Ma Van Rumpuy "ha trascurato la comunicazione verso i cittadini e non ha voluto essere il volto che rappresenta i valori dell'Europa". "Sono il presidente del Consiglio europeo, non il presidente degli europei", ha precisato Van Rompuy. Oggi "chiunque può constatare che il Consiglio europeo ha conquistato potere e influenza", afferma Le Soir. "Il polo delle capitali e del''intergovernatività' oggi è più forte".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.