"Una vittoria di tappa": To Ethnos descrive così i risultati delle elezioni regionali e municipali del 14 novembre. Ottenuta la vittoria in otto regioni su tredici e nella municipalità di Atene, il Partito socialista (Pasok) del primo ministro George Papandreou può ritenersi soddisfatto. "Con il paese in crisi e nonostante le misure di austerity adottate dal governo, i greci hanno rinnovato la fiducia al partito al potere", nota il quotidiano di sinistra, ricordando che il capo del governo aveva trasformato la consultazione elettorale in un referendum sulla sua politica di rigore. Nella stessa giornata, gli inviati della "troika" (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale) sono arrivati ad Atene per valutare l'applicazione del piano di rigore e decidere se autorizzare o meno il versamento della terza tranche del prestito da 110 miliardi di euro.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.