De Standaard, 11 novembre 2010
"Un'impresa belga ha esportato uranio in Iran", titola De Standaard. Il quotidiano rivela che sono state depositate due denunce contro alcune aziende (di cui l'identità non è stata rivelata) per aver esportato in Iran uranio impoverito, che potrebbe essere utilizzato come rivestimento nelle armi atomiche, e zirconio, impiegato nelle installazioni nucleari e nella fabbricazione di bombe convenzionali, senza aver ottenuto le autorizzazioni necessarie e nonostante le sanzioni internazionali contro Teheran, rafforzate nel giugno scorso. La questione è tanto più imbarazzante per il governo belga dal momento che il Belgio è presidente di turno dell'Unione europea, sottolinea il quotidiano.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.