"Batasuna chiede all'Eta uno 'stop senza condizioni' alla violenza", titola El País. A quasi due mesi dalla dichiarazione del 5 settembre, in cui il gruppo terrorista basco prometteva "l'interruzione delle operazioni offensive", l'ala politica del gruppo pretende un cessate il fuoco che sia "unilaterale, permanente e verificabile dalla comunità internazionale". Batasuna vorrebbe presentare i propri candidati alle elezioni provinciali e municipali in programma per il maggio 2011, ma senza un'interruzione incondizionata della violenza "il progetto è destinato al fallimento perché verrebbe bloccato dal ministro dell'interno e dai tribunali", sottolinea il quotidiano di Madrid. "La dichiarazione rappresenta un cambio di rotta rilevante nel pensiero indipendentista dei nazionalisti baschi". Secondo El País "il rifiuto della violenza sta crescendo nella popolazione".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.