La stampa belga rende omaggio a Karel Van Miert, ex commissario europeo deceduto il 22 giugno a 67 anni in seguito a una caduta. De Standaard dedica l'apertura a questo politico "affabile", già presidente del Partito socialista fiammingo (Sp.a) e Commissario europeo per dieci anni, prima ai Trasporti, poi alla Concorrenza. Secondo il quotidiano fiammingo, Van Miert ha lasciato il segno non solo sulla politica belga, ma anche su quella europea: negli anni ottanta ha saputo "liberare il Partito socialista del suo stile autoritario e settario per intraprendere la via dell'apertura e della socialdemocrazia". Lo Standaard si chiede anche se "l'Sp.a abbia saputo davvero superare l'addio" di Van Miert, quando è partito per la Commissione. Entrato come "piccolo belga", ha saputo ben presto guadagnarsi rispetto e costruirsi "una solida reputazione basandosi unicamente sulle proprie forze e facendo valere le proprie opinioni".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.