"Niente", titola De Morgen in olandese e francese. A 114 giorni dalle elezioni Bart De Wever, leader del partito fiammingo nazionalista N-Va, si è ritirato dai negoziati per la formazione del un nuovo governo. Secondo il quotidiano fiammingo il dialogo con le altre sei parti in causa si è interrotto perché il partito di destra teme "di rimanere isolato in un futuro governo di sinistra". "Un'ora dopo l'annuncio della chiusura della Opel di Anversa tutti gli occhi erano già puntati sulla conferenza stampa di De Wever", sottolinea l'editoriale di De Morgen. "Le logiche della politica hanno la priorità sui problemi sociali ed economici. Non solo i politici ma anche noi, elettori e media, affrontiamo il cambiamento di governo come fosse più importante della realtà socio economica del paese".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.